lucidatura elettrolitica Bama
La lucidatura elettrolitica è un particolare tipo di trattamento della superficie dei metalli, che restituisce un’assoluta uniformità e permette l’eliminazione di ogni imperfezione. Si tratta di un procedimento altamente tecnologico, ma che è in grado di creare un risultato perfetto, tanto che viene utilizzato non solo nell’industria manifatturiera ma anche in campi in cui si esige un certo standard, come quello alimentare e quello chimico.

Generalmente si parla di lucidatura elettrolitica di acciaio inox, poiché è questo il materiale che più comunemente viene sottoposto al procedimento. Tuttavia, è possibile eseguire la lucidatura elettrolitica o elettrolucidatura anche su altri materiali come l’alluminio, anch’esso molto utilizzato nell’industria alimentare.

Il trattamento di lucidatura elettrolitica permette di asportare le particelle e le microbave fino a 1-2 micron, lasciando quindi in superficie le particelle di cromo e nichel, che rendono il metallo lucente oltre che resistente alla corrosione (a patto che sia precedentemente passato attraverso decapaggio e passivazione).

Ma come è possibile ottenere delle superfici così lisce? Qual è l’agente responsabile del procedimento? Scopriamolo subito!

Lucidatura elettrolitica nelle industrie alimentari, navali, chimiche: lavorazioni da effettuare

Questo trattamento, pur essendo altamente all’avanguardia, non è di recente invenzione. In effetti, i primi esperimenti di lucidatura elettrolitica risalgono già al 1916. All’epoca l’esercito americano si trovava nella necessità di lucidare stampi e diametri interni, difficili da trattare con la lucidatura meccanica.

Si iniziarono quindi i primi esperimenti con dei processi a base di acido cromico, fosforico e tartarico, con una temperatura di circa 120° C.

Da allora è passato quasi un secolo, e la tecnologia ha fatto enormi passi in avanti. Oggi è possibile eseguire la lucidatura elettrolitica in condizioni molto più favorevoli, con un minore dispendio di energia e con un migliore risultato. E questo è stato possibile grazie all’invenzione di macchinari sempre più sofisticati, come quelli presenti nello stabilimento di Bama.

Fortunatamente, anche l’impatto ambientale è decisamente migliorato, rendendo il processo più sostenibile. Oggi si utilizza una temperatura media di 50/55°C e un altro tipo di elettroliti.

Le difficoltà

Nonostante i progressi tecnologici, l’elettrolucidatura resta un trattamento complesso, che è possibile eseguire solo se si è in possesso dei macchinari e soprattutto delle conoscenze giuste. Resta infatti a carico dell’operatore il riconoscere le zone con minore densità di corrente, la scelta del giusto elettrolita, i punti di ancoraggio e molto altro.

Si tratta di conoscenze che si apprendono sì con l’esperienza, ma anche attraverso una formazione continua.

I trattamenti necessari prima della lucidatura elettrolitica

Prima di procedere con l’elettrolucidatura il materiale deve passare attraverso altri procedimenti che consentono di creare uno strato di protezione contro la corrosione.

Questi procedimenti sono generalmente:

A seconda del materiale utilizzato, inoltre, potrebbe rendersi necessaria anche l’anodizzazione.

Senza questi trattamenti non ha molto senso procedere con l’elettrolucidatura, poiché si otterrebbe certamente un oggetto lucente e uniforme, ma che presto andrebbe incontro a fenomeni di corrosione.

piatto elettrolucidato

La preparazione

Prima di procedere all’elettrolucidatura è necessario preparare adeguatamente il pezzo. Per questo, l’oggetto deve passare attraverso un pre-trattamento che consiste in:

  • Pulitura
  • Risciacquo
  • Decapaggio

Il procedimento

La lucidatura elettrolitica oggi può avvenire con diverse tecniche, che sono da utilizzare in casi specifici.

La prima tecnica, quella più diffusa, è sicuramente quella dell’immersione. L’oggetto viene quindi immerso in una vasca contenete degli elettroliti.

Nel frattempo, una sorgente trasforma la corrente alternata in corrente continua. La vasca – isolata tramite piombo o altri metodi – contiene una soluzione appositamente progettata e una serie di piastre in rame o acciaio.

L’elettrolita, attivato dalla sorgente, agisce come conduttore, rimuovendo lo strato superficiale ione dopo ione, in maniera inversa al procedimento di placcaggio.

Il materiale residuo resta perlopiù nella soluzione, mentre una parte viene attirata dalle piastre, che devono essere quindi regolarmente pulite.

Prima di procedere all’immersione il pezzo deve essere accuratamente studiato, poiché è necessario calibrare il voltaggio e il tempo di esposizione in funzione dello strato da rimuovere.

Con la lucidatura elettrolitica è possibile rimuovere unicamente bave e imperfezioni poiché questi punti, emergendo rispetto al resto della superficie, presentano una densità di corrente molto alta.

Altri metodi

Oltre al metodo in vasca, Bama ha recentemente sviluppato anche una lucidatura elettrolitica manuale. Questo perché spesso alcuni manufatti hanno dimensioni troppo grandi per essere contenuti nelle vasche, oppure la loro forma è talmente particolare da non consentire il raggiungimento di ogni punto.

Ciò consente, inoltre, di effettuare il trattamento anche solo parzialmente, ossia in punti specifici dell’oggetto. Bama utilizza questa tecnica anche per la minuteria, poiché consente di ridurre i tempi di consegna e i prezzi.

Oltre alle tre vasche di elettrolucidatura semi-automatica, Bama può effettuare il trattamento anche in trasferta qualora il pezzo non sia trasportabile.

Il post-trattamento

Una volta concluso il trattamento l’oggetto dovrà subire altri piccoli accorgimenti, per preservare al meglio il risultato:

  • Trattamento in acido nitrico
  • Risciacquo
  • Risciacquo a caldo
  • Asciugatura

La lucidatura elettrolitica dell’acciaio inox

Un caso particolare è la lucidatura elettrolitica dell’acciaio inox, poiché in questo caso si ha un’eliminazione selettiva. L’elettrolucidatura infatti tende a rimuovere maggiormente gli atomi di ferro e nichel rispetto al cromo, e questo non fa altro che aumentare la passivazione e la lucentezza.

Utilizzi dei materiali elettrolucidati

Il risultato che è possibile ottenere con la lucidatura elettrolitica consente l’utilizzo nei più svariati contesti industriali.

Non solo edilizia, navale e aeroportuale, ma anche l’industria alimentare, chimica e farmaceutica ne fanno grande utilizzo.

Basti pensare al fatto che gli alimenti possono entrare in contatto solo con metalli che abbiano specifiche caratteristiche e che, tra le altre cose, siano facili e veloci da pulire, come può esserlo un metallo elettrolucidato.

Parimenti, anche il design per la tavola fa uso dell’elettrolucidatura per creare degli oggetti belli dal punto di vista estetico, con superfici a specchio che creano effetti molto particolari con il cibo.

Ma è anche e soprattutto l’industria chimica e farmaceutica a farne uso: per lavorare con queste sostanze, infatti, è necessario rispettare dei parametri di igiene molto rigidi, che è più facile ottenere utilizzando superfici elettrolucidate.

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